Lo sfusato amalfitano è il limone tipico proveniente dalla costa salernitana. 

Tra il mare cristallino e i Monti Lattari si dispiegano lunghe distese marine trasparenti che lasciano riflettere sulle acque il giallo dei famosi limoni amalfitani. Nati con il nome di “limon amalphitanus”, questi frutti vennero soprannominati, poi, “sfusati” per la particolare forma ellittica allungata. 

La mescolanza di aria marina e montana rende questo limone un prodotto unico nel suo genere, a partire dal profumo. Pare, infatti, che un vero intenditore di agrumi riesca a riconoscere uno sfusato amalfitano da un altro limone, solo dall’odore che emana. 

Il limone di Amalfi va differenziandosi anche da quello di Sorrento, che viene coltivato in maniera diversa e differisce anche per proprietà organolettiche. I terrazzamenti che accolgono la produzione degli sfusati si trovano a circa 400 mt di altezza e vedono la raccolta più volte l’anno, anche se la maggiore produzione avviene tra marzo e luglio. I giardini di limone sono, infine, al riparo dai venti come la Tramontana grazie alle montagne campane che proteggono la sensibilità degli stessi.

Preparare gli spaghetti allo sfusato amalfitano mi riporta in quei borghi. Il profumo si impregna di ricordi e la stanza si satura di bei pensieri. 

Arrotolo la pasta alla forchetta e assaporo il mio ultimo soggiorno in costiera. Mi sto godendo la vista mentre già immagino la delizia al limone che mangerò dopo. 

E se la fantasia e la cucina sono dalla nostra parte, vi consiglio di preparare gli spaghetti allo sfusato amalfitano. Vi regaleranno un momento di piacere senza uguali. Semplici nella realizzazione ma particolari nel gusto, trasformeranno una cena d’estate qualunque in una serata indimenticabile.

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Spaghetti allo Sfusato Amalfitano: il limone IGP di Costa d’Amalfi

Ingredienti per due persone

200 gr di gamberetti

un bicchiere di vino bianco

un limone (metà per il succo e la buccia per le zeste)

aglio, olio evo e sale q.b.

200 gr di spaghetti

3 cucchiai di pangrattato

⅘ foglioline di menta

pepe q.b (facoltativo)

foto di Valentina Fruttauro

Preparazione

In una casseruola, fate andare un filo d’olio evo e uno spicchio d’aglio, fino a doratura. Quando avete ottenuto il profumo, aggiungete i gamberetti, salate e pepate, e lasciate rosolare qualche minuto. Poi, sfumate i crostacei con il vino a fuoco vivo: questo permetterà all’alcol di evaporare, imprigionando però il suo aroma. 

A questo punto premete il limone e finite la cottura; i gamberetti impiegheranno circa 10 minuti (o anche meno).

A parte calate gli spaghetti, salate e lasciate cuocere. Quando la pasta è al dente, unitela ai gamberetti, aggiungendo acqua di cottura e mescolando energicamente secondo movimenti circolari. Così facendo l’amido della pasta si lega con il sugo dando vita ad una “cremina” avvolgente. 

Terminate la cottura degli spaghetti in padella, continuando ad aggiungere acqua di cottura ed evitando di utilizzare olio che impermeabilizza la pasta rendendola asciutta, al contrario di quello che ci si aspetta solitamente. Zeste di limone ed impiattate gli spaghetti. Finite, poi, con una spolverata di pangrattato tostato assieme a qualche fogliolina di menta. 

La freschezza di queste foglioline creerà un perfetto contrasto con il profumo agrumato e la dolcezza del pesce. Un piatto che si prepara velocemente ma che vi darà molte soddisfazioni. Soprattutto se avete ospiti… straconsigliato! 

Viaggio in costiera amalfitana tra i limoneti

Lo sfusato amalfitano ha il potere, e forse anche l’onere, di portarmi lì: sulla bella Costiera Amalfitana. Fondata dai romani nel sesto secolo d.C., Amalfi, imponente e marittima, ha dato il nome all’intera costa che dal 1997 è dichiarata dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità. E tra quei borghi e quei vicoletti, tra le case bianche, le cupole maiolicate e le lunghe scalinate, ovunque è possibile scovare e gustare i limoni amalfitani, dalla buccia spessa, il colore giallo brillante e il gusto piuttosto acidulo.

Succosi e dissetanti solo a guardarli, queste piccole meraviglie sono prodotti campani a Indicazione Geografica Protetta, grazie a caratteristiche come la forma e il profumo, che differenziano il limone Costa d’Amalfi da qualsiasi altro agrume.

costiera amalfitana in coppia limoni furore visitcampania

Gli sfusati amalfitani pare siano stati esportati dagli arabi, che dopo aver influenzato Spagna e Sicilia, trovarono nella Scuola Medica Salernitana un porto dove continuare le loro ricerche scientifiche avvalendosi delle proprietà benefiche dei limoni. Con l’arrivo degli arabi, il famoso “citro”, così chiamato dai campani, divenne “limunzello”.Lo sfusato amalfitano, di fatti, oltre ad essere un ottimo amico di carne e pesce è ricco di acido ascorbico, meglio conosciuto come Vitamina C, quasi il doppio di quello contenuto in un’arancia. Aiuta l’assorbimento del ferro controllando i valori dell’anemia ed è un ottimo anti-stress. Secondo la leggenda, infatti, lo sfusato è frutto della ricerca contro lo scorbuto, una malattia dovuta, appunto, alla carenza di Vitamina C.

Antiossidante e curativo, aiuta a prevenire raffreddore e influenza. Utile per gli sportivi e protettore del sistema immunitario, viene utilizzato anche per creme, bagnoschiuma e/o candele. Senza dimenticare il famoso e particolare liquore prodotto con l’utilizzo della buccia del limone amalfitano, celebre come limoncello.

Gli agrumeti e in particolare i limoneti, infine, sono risorse di fondamentale importanza nel commercio amalfitano, in quanto i prodotti ricavati vengono esportati in gran parte del mondo. Sulle nostre coste ripide e frastagliate, la limonicoltura da vita a paesaggi suggestivi costellati di giardini profumati che scendono a precipizio sul mare. 

Limone sfusato amalfitano: gli abbinamenti

Se vi sono avanzati dei limoni amalfitani, fate sempre in tempo a preparare un buon secondo, tanto per restare a tema! 

Per quanto riguarda la seconda portata invece, di seguito vi propongo delle alici marinate in succo di sfusato amalfitano.        

Pulite le alici, eliminando testa, interiora e lisca e sciacquate sotto acqua corrente. Poi ponetele in una teglia e aggiungete un emulsione di succo di limone, olio evo e prezzemolo tritato finissimo. Fate riposare qualche ora e servite con fettine di limone ed una porzione di insalata verde. 

E se, invece, non amate piatti di mare, sostituite della carne rossa alle alici lasciando lo stesso procedimento oppure ancora preparate delle buone scaloppine. Qualsiasi sia l’accostamento che sceglierete, il risultato sarà ottimo se preparato con questa magnifica materia prima.

Inoltre non dimenticate che con questo agrume potrete curare anche la pelle preparando uno scrub vitaminico per il viso: basterà aggiungere a qualche goccia di limone, un cucchiaino di miele e uno di zucchero.

Ricetta di Valentina Fruttauro

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Valentina Fruttauro