Advertising, una parola che ricorre sistematicamente nell’italiano come nell’inglese, e che rappresenta una componente del marketing imprescindibile.

Parliamo di advertising quando ci riferiamo ad una stratega di marketing che prevede il pagamento dello spazio per promuovere un prodotto, un servizio o una causa. L’obiettivo della pubblicità è quello di raggiungere le persone più propense a pagare per i prodotti o servizi di un’azienda, e invogliarli ad acquistare.

Ma come è nata la pubblicità?

Nel medioevo esisteva la figura del banditore, il quale andava nelle piazze e promuoveva merci e venditori. Una figura che nel tempo ha rivestito grande importanza, almeno fino a quando, con l’invenzione della stampa. c’è stata una vera e propria rivoluzione che tra le altre cose ha visto la nascita dei primi annunci a pagamento.

Altro passo importante nella storia della pubblicità risale al 1632, con Renaudot, il quale riuscì a comporre e distribuire un intero giornale di annunci pubblicitari, del tutto assimilabile alle riviste moderne.
Infine a partire dal 900 infine, c’è stato il boom della pubblicità attraverso la radio e la tv.

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Blog in rete: settimo incontro

Il settimo appuntamento del percorso Blog in Rete ha visto il gruppo di partecipanti impegnate in una lezione molto complessa guidata dal tutor Paolo Verdiani, il quale ci ha guidate nei meandri della pubblicità online. Ovvero abbiamo parlato di advertising e abbiamo cercato di prendere confidenza, per quanto l’argomento non sia facile e immediato, con gli strumenti di Adv.

Gli strumenti sono molteplici e ognuno di essi ha delle caratteristiche diverse, per cui vanno selezionati accuratamente e approcciati in maniera mirata. Nessuno strumento è migliore dell’altro, perchè è solo partendo dall’obiettivo che si è definito precedentemente che si può avviare lo studio di una strategia. Dallo studio emergerà la tipologia di canale più adatto allo scopo e si prevederà lo stanziamento di un budget che riesca a coprire tutto il periodo di campagna pubblicitaria, una somma che non si esaurisce in poco tempo lasciando scoperto il resto del tempo.

La diffcoltà che si incontra più frequentemente quando si inizia una campagna pubblicitaria, è che essa può smettere improvvisamente di performare, quindi si rende necessario un lavoro di monitoraggio continuo.

Per riuscire a misurare davvero l’efficacia di una campagna di advertising e i risultati raggiunti è utile mettere in atto investimenti costanti, ovvero che coprono lassi di tempo larghi, come ad esempio un intero anno solare.
I sistemi di advertising hanno bisogno costantemente di dati per poter funzionare bene, che divengono man mano tasselli che vanno ad arricchire un puzzle. Questo spiega perchè interrompere e riprendere campagne pubblicitarie non è una strategia che sempre funziona.

La strategia migliore, in tutti i casi, è quella che individua e colpisce con grande precisione il target di riferimento, il quale deve essere il più delineato possibile. Le opportunità verranno fuori nel tempo se si lavora costantemente su un target preciso.

Le piattaforme più utilizzate per fare Advertising sono principalmente due:

  • google, dove troviamo persone che cercano attivamente una cosa specifica (ricerca diretta).
  • facebook, dove intercettiamo persone targettizzate che rispondono a determinati requisiti (domanda latente)

ADWORDS

Questo è a tutti gli effetti un ottimo strumento per poter fare una ricerca di mercato, ed è fondamentale fare lo studio prima di lanciarci in una campagna, perché consente di evitare brutte sorprese. Su adwords ad esempio, per una campagna che interessa il turismo puoi scegliere il target amanti dei viaggi e poi aggiungere viaggi al mare, affinando sempre più la ricerca e ottenendo dati utili.

EMAIL MARKETING

Le email sono ancora molto utilizzate, per cui questo può essere un ottimo strumento in una strategia di advertising. Molti non hanno facebook ma hanno una mail, quasi impossibile non averla.

Questo tipo di campagna è difficile da fare bene, perché bisogna essere presenti nella mente degli utenti, non essere invadenti, e beccare il momento in cui l’utente è pronto a recepire il messaggio e magari a comprare.
Ne deriva che bisogna inviare contenuti interessanti e mantenere una relazione non fredda e impersonale. Ovvero, creare empatia.

Tipologie di mail:

  • mail di contenuto servono a creare empatia e funzionano molto bene
  • mail di relazione consentono di segmentare i clienti, chiedono di compiere azioni
  • mail promozionali contengono stimoli di acquisto per esempio di una consulenza
  • blind email sono mail corte che puntano a portare ad esempio gente sul sito. quindi stimolano curiosità e click sui link

La regola generale per questa strategia, è che le varie tipologie di email vanno intersecate. Per capire se e quali funzionano infatti, bisogna monitorarle attraverso strumenti che forniscono feedback, Come ad esempio mailchimp, mailer, active campaign, sendingblue, mailup, e mailerlite che è in italiano.

Google e Facebook ADS: come fare?

GOOGLE ADS

Paolo Verdiani, essendo specializzato in Lead Generation, ci ha suggerito dei trucchi che fanno parte della sua esperienza personale decennale, in quanto sostiene che a volte le guide ufficiali suggeriscono metodi che in realtà portano più vantaggi al portale che a noi.

Google adwords è uno strumento potentissimo ma anche particolarmente complesso.

Ad esempio, se non si inseriscono i dati di fatturazione alcune funzioni utili non si sbloccano, inoltre meglio non utilizzare la procedura guidata perchè è fatta in base ai suggerimenti di google stesso, e quindi tutto va a vantaggio suo facendoci il più delle volte spendere cifre non ottimizzate e quindi eccessive.

ADV FACEBOOK

Facebook ha una velocità di evoluzione talmente grande che a lavorarci ogni giorno è sempre una sorpresa. L’algoritmo cambia spesso, per cui ogni volta bisogna capire se e come funziona quello che finora era andato bene

Questo per dire che in materia di advertising non esistono formule magiche, e che per testare e capire davvero bisogna investire grossi budget.
Il vero segreto è avere la possibilità di effettuare molti test. La strategia deve essere continuamente riveduta, perchè come già detto le stesse campagne passate da un account all’altro potrebbero non funzionare, per cui non ci sono regole standard che vanno bene a prescindere.

Su facebook molte volte è consigliabile investire sui post che hanno già un minimo di riscontro organico, in quanto sappiamo già che possono interessare

Promuovi la tua pagina è un obiettivo da utilizzare solo se è il primo passo di una strategia più strutturata, ma deve essere una pagina che ha già riscontro, e le campagne per i mi piace sulla pagina sono costose e spesso portano persone che non interagiscono, quindi non sempre utili.

Click al sito web porta traffico senza passare per la pagina, però l’obiettivo in questo caso è la conversione, come ad esempio vendere oppure iscriversi alla newsletter ecc., quindi parliamo di interazioni sulle pagine importanti del nostro sito.

Il pixel di Facebook va installato sempre e subito, perché traccia anche quello che non arriva dalle campagne di facebook, quindi tutto, e diventa un contenitore che consente di creare un database di persone da implementare man mano che la fanbase cresce.

Oggi la rete è satura di offerte, per cui il processo di vendita è cambiato, in quanto il giro cerco-trovo-compro si è allargato includendo il confronto dei prodotti tra le opzioni di scelta, una problematica crescente.
Per questo motivo nasce anche il remarketing, ovvero una strategia che mira a stimolare il cliente più volte per riportarlo sul nostro sito o app.

Per capire se la campagna rappresenta un costo eccessivo o se funziona, bisogna sapere due cose, ovvero valutare l’investimento di tempo e di denaro

BEST PRACTICE:
Aprire il business manager ma preferibilmente meglio non fare campagne dal proprio account personale, perchè facebook è una piattaforma estremamente instabile. Per esempio possono apparire ban in maniera random, e renderti inutilizzabile il bm impedendoti di proseguire a fare pubblicità, oltre a penalizzarti il profilo. Per ovviare a questo è preferibile aggiungere un’altra persona al BM per non perdere il lavoro fatto, quindi un profilo di scorta per recuperare e continuare ad operare

Chi è Paolo Verdiani

Paolo Verdiani è un Advertising Specialist.

Consulente di web marketing per professionisti ed aziende nei più svariati settori, cura tutta la parte Marketing e Comunicazione Online delle PMI che si rivolgono a lui, per creare la presenza online di rilievo.

Collabora con diverse agenzie nazionali ed internazionali, seguendo la parte web marketing di grandi portali multi-argomento, occupandosi di SEO Copywriting, Consulenza Google AdWords, Facebook Ads, Realizzazione Siti WordPress, Social Media Marketing.

Il suo approccio è quello d fare in modo che siano i clienti stessi a trovare l’azienda, attraverso un sistema che ha ribattezzato Web Marketing Sartoriale.

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  1. Fabiana Palu per il Business Model Canvas
  2. Salvatore Russo per il Personal Branding
  3. Regina Moretto per la Scrittura Potente
  4. Assunta Corbo per il Giornalismo Costruttivo
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  6. Ilaria Bartolucci per il Sito web a Norma d Legge
Valeria D'Esposito