Quando ho iniziato con Visit Campania non conoscevo ancora il business model canvas, perché come ripeto spesso, questo blog è nato dal desiderio di condividere con i viaggiatori percorsi e ispirazioni per visitare la mia regione. 

Col tempo però, ho iniziato a pensare che sarebbe stato bello trasformare il lavoro e l’impegno quotidiano che dedico al blog in una vera e propria professione. Quindi mi sono messa alla ricerca di un percorso formativo che mi potesse aiutare a sviluppare quello che oggi è diventato un progetto, a mio parere, dal grande potenziale. 
L’offerta dei corsi in ambito digitale è davvero vasta, ed è difficile capire a chi affidarsi in tranquillità. Un giorno però mi sono imbattuta ne LeROSA. Come spiegherò più avanti, ho abbracciato la loro causa e aderito al progetto proposto, Blog in Rete, un percorso che sarebbe più esatto definire esperienza, in quanto mi vedrà impegnata per un anno intero. 

Un anno di lezioni, esercizi, confronti, e tanta concentrazione per acquisire gli strumenti utili per poter perseguire il mio obiettivo. Le aspettative sono quelle di creare una strada che da un lato mi consenta di lavorare in modo soddisfacente, e dall’altro mi insegni a rendere Visit Campania un luogo virtuale ancora più utile e interessante.

Lo scorso 3 ottobre c’è stata la prima tappa di Blog in Rete, uno step importante per noi che desideriamo sviluppare l’idea iniziale in una vision a cui dare concretezza: la lezione dedicata al business model canvas.

Blog in Rete: primo incontro

Blog in Rete è partito col botto. Per me, anche se seguo via video e non in aula causa lontananza, questo primo incontro è stato davvero illuminante.
La lezione si è tenuta a Padova, e dopo pochi giorni è stato messo a disposizione di tutti i partecipanti un video quasi integrale della giornata.
Ho potuto quindi conoscere virtualmente Fabiana Palu, la tutor che ci ha guidati nello straordinario mondo del business model canvas.
Il metodo utilizzato è semplice e valido, perché adotta la didattica “learning to doing”, ovvero teoria e pratica in una sorta di laboratorio che ha coinvolto tutti i presenti, e in differita anche chi ha seguito il video da casa.

Noi tutti abbiamo dei sogni che vorremmo realizzare, in particolare noi partecipanti a Blog in Rete abbiamo sogni che riguardano l’upgrade della nostra attività di blogging. Questo il punto di partenza per sviluppare il business model canvas: il sogno più o meno grande che abbiamo finalmente deciso di concretizzare.
Il confronto tra i progetti dei blogger intervenuti in aula e il successivo riscontro tra gli stessi partecipanti ha costituito un altro elemento chiave, importante per creare una prima sorta di community tra di noi.
La community e il suo potere di condivisione è un altro degli obiettivi di Blog in Rete, ossia quello di ampliare la rete dei contatti ed interagire tra di noi e per noi, ma non solo. Blog in Rete infatti, è un’esperienza formativa volta alla crescita personale e lavorativa, da costruire insieme ai coach e allo stesso brand LeROSA. Come? Studiando, mettendosi alla prova, facendosi valutare, mirando ad ottenere risultati concreti e condividendo ogni step.

Chi è Fabiana Palu?

Consulente organizzativo e Welfare Consultant, nonchè Business Coach, Fabiana Palu è il primo tutor di Blog in Rete. Colei che mi ha aperto la mente semplicemente illustrando l’utilità di uno strumento incredibile, il business model canvas.

Una vera e propria esperta di risorse umane, Fabiana Palu è la fondatrice di Be Fully U! Un nome che già la dice lunga sulle sue capacità e specializzazioni.
“Sii pienamente te” è una frase che racchiude e allo stesso tempo comunica energia, positività, e soprattutto disponibilità a fare da guida per un percorso di sviluppo personale e/o aziendale.

Vederla al lavoro è stata una bella scoperta, perché anche solo attraverso uno schermo, Fabiana è riuscita ad infondermi carica positiva e soprattutto è riuscita a farmi “disegnare un sogno”, nel vero senso della parola.
Il primo compito assegnato è stato quello di proiettare su un foglio bianco un’immagine di quello che desidero diventi Visit Campania. Ora un po’ anche per scaramanzia non voglio rivelare subito il percorso a cui intendo dare seguito, però posso dire che grazie a questa lezione sono riuscita a vedere elementi utili per sviluppare al meglio il mio progetto, cose che non avevo mai considerato fino ad ora.

Le frasi da lei usate che su di me hanno avuto effetto motivazionale e che mi hanno colpita particolarmente sono in primis “sogna a medio-lungo termine e progetta a 18 mesi”, e poi mi ha fatto ragionare con “qual è il pezzetto di mondo che vuoi contribuire a creare?”. E a proposito di questo ho pensato che il mio contributo – quello che può appunto fare la differenza con le altre piattaforme che si occupano di turismo in Campania come la mia – è di intercettare il meglio dell’offerta turistica per poter condurre il viaggiatore, all’interno della mia regione, in un’esperienza arricchente, e all’insegna dell’alta qualità.

Il “come farlo” è e sarà la parte più impegnativa, perché comporta il grande lavoro di creare e mappare i percorsi, diversi a seconda delle varie necessità.

Per farlo al meglio però, ora so che non devo più perdere di vista il mio business model canvas.

Che cos’è il Business Model Canvas?

Chiamato in breve BMC, il business model canvas è uno strumento di marketing strategico che si presenta come un prospetto, dove raccogliere e tenere sotto controllo tutti gli aspetti che concorrono a sviluppare un’idea di business. In un’ottica di accrescimento personale o lavorativo, fondamentale è partire da un “sogno”, inteso appunto come visione di quello che si intende concretizzare.

Nove blocchi per strutturare e raccogliere dati che man mano si contamineranno a vicenda, per perseguire il fine ultimo dello sviluppo del proprio business.

Ogni blocco del BMC risponde a delle domande ben precise.
Compilando con più dati possibili tutte le sezioni, si aggiungeranno una serie di informazioni che ci indicheranno in maniera sempre più precisa la strada da seguire.
Va da sé che il primo approccio non può assolutamente essere quello definitivo, specialmente se si è nuovi a questo tipo di pianificazione.

Bisogna ragionarci molto, ma soprattutto bisogna sperimentare. Un’attività offline dunque, che stimola e ispira a voler mettere sempre più in discussione quello che si è fatto e quello che si farà, ragionando di conseguenza anche sui risultati raggiunti, positivi e/o negativi che siano.
Ogni elemento assume una sua precisa importanza, come un puzzle che pian piano prende forma ad ogni tassello che viene aggiunto.

Interessante l’individuazione dei cluster di clientela, e lo studio dei relativi problemi e necessità, elementi che porteranno all’ideazione dell’offerta. E ancora, di grande importanza la definizione del valore, altro elemento che risponde a determinate regole e che una volta definito indicherà anche possibili ulteriori obiettivi.

Insomma, per me un percorso davvero stimolante che mi sta appassionando ogni giorno sempre più.

Questo articolo fa parte di “Bloginrete” de LeROSA, progetto di SeoSpirito Società Benefit srl, in collaborazione con &Love e Scoprirecosebelle, che ha come obiettivo primario ascoltare le donne, collaborare con tutti coloro che vogliono rendere concrete le molteplici iniziative proposte e sorridere dei risultati ottenuti. È un progetto PER le donne, ma non precluso agli uomini, è aperto a chiunque voglia contribuire al benessere femminile e alla valorizzazione del territorio, in cui vivere meglio sotto tutti i punti di vista.

Valeria D'Esposito

Artigiana orafa per vocazione e blogger per passione con un forte attaccamento alla mia terra d'origine. Scrivo di gioielli su magazine di settore, sul mio blog personale Pizzo cipria e Bouquet, sono giornalista, smm e web writer freelance.
Non mi stanco mai di esplorare la Campania.
Valeria D'Esposito