Se state programmando un tour dalle nostre parti, ricordatevi di includere una delle cose imperdibili da fare in Campania: Visitare la Reggia di Caserta. Oggi vi diciamo tutto quello che c’è da sapere per programmare la visita in questa magnifica dimora reale, tra le più famose al mondo ber bellezza e unicità.

Visitare Reggia di Caserta

Situata proprio di fronte alla stazione ferroviaria di Caserta (500 m dai treni) e a 2 km dall’uscita autostradale Caserta Nord, il grande monumento è facilmente raggiungibile, grazie anche alla presenza di un comodo parcheggio auto a 350 metri. L’ingresso prevede un biglietto per Appartamenti storici, Parco e Giardino Inglese di € 12,00 intero e di € 6,00 ridotto, mentre per vedere solo gli Appartamenti Storici (acquistabile solo quando il parco è chiuso) ha un costo di € 9,00 intero, e di € 4,50 ridotto.

Visitare Reggia di caserta appartamenti storici

Visitare Reggia di caserta appartamenti storici

Ricordiamo inoltre che ogni prima domenica del mese, secondo l’iniziativa Domeniche al Museo, gli appartamenti storici sono visitabili gratuitamente, mentre per l’ingresso al  Parco della Reggia è previsto un biglietto di € 5,00.

Da giugno a ottobre, è possibile prenotare una visita serale ai giardini reali, grazie all’iniziativa Percorsi di luce, un tour vivamente consigliato per la bellezza e la suggestività del parco illuminato di sera.

Visitare Reggia di Caserta

Appartamenti:

Resterete senza fiato di fronte alla maestosità dello scalone di ingresso con i leoni in marmo di Carrara e alle grandi sale che in passato sono state anche scelte come set cinematografico per diversi film importanti, tra cui due episodi di Star Wars. Non potrete inoltre non restare incantati di fronte alle camere personali dei regnanti, arredate con grandi vetrate, pregiati mobili in stile Luigi XVI, fastosi lampadari, preziosi decori sui soffitti e lungo le pareti, e infine tanti dipinti di interesse storico e artistico.

Visitare Reggia di Caserta - Parco reale

Visitare Reggia di Caserta – Parco reale

Parco reale

Se arriverete alla Reggia di Caserta di buon’ora, avrete tutto il tempo per dedicarvi al Parco: una passeggiata da fare a piedi oppure in bici (c’è un noleggio all’interno del parco), oppure ancora comodamente seduti in autobus elettrico.

Attraverso i giardini, costellati di statue d’epoca ed eleganti fontane con gruppi scultorei, noterete la particolare architettura delle grandi vasche con cascatelle, allineate a formare un lungo percorso dritto. In principio il progetto prevedeva l’unione delle vasche in un unico viadotto, che avrebbe dovuto condurre le imbarcazioni fino a Napoli e quindi al mare.

Il Giardino Inglese e il Bagno di Venere

Una volta giunti al gruppo scultoreo della fontana di Diana e Atteone, dalla quale potrete allungare lo sguardo su tutto il percorso fatto da Palazzo Reale, qui potrete fare una sosta: c’è un chiosco adibito a bar dove è possibile acquistare cibi e bevande prima di accedere ad un’altra parte del Parco Reale della Reggia di Caserta, molto bella e suggestiva…

visitare reggia di caserta - Diana e Atteone

Visitare Reggia di Caserta – gruppo scultoreo Diana e Atteone

Al Giardino Inglese si accede esclusivamente a piedi; qui un giardino in stile vittoriano vi incanterà con la sua elegante bellezza. Tra querce secolari, camelie, arbusti e piante rare, un fiabesco stagno di ninfee, l’Aperia e il tempietto con colonne originali pompeiane, vi sembrerà di entrare in un’altra epoca. Attraverserete un Criptoportico con statue di Pompei, e proseguirete tra sogno e realtà fino a “scoprire” il luogo più intimo e sorprendente dedicato alla dea della bellezza: il Bagno di Venere

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Viaitare Reggia di Caserta: La statua della dea Venere nel Giardino Inglese

Reggia di Caserta vista dall’alto: il Violino di Luigi Vanvitelli

Il Palazzo Reale e il suo Giardino sono stati realizzati grazie al progetto commissionato dal re Carlo di Borbone ad uno dei migliori architetti dell’epoca, Luigi Vanvitelli. Erano in pochi ad avere un’idea precisa della “visione” del Vanvitelli, fino a quando, poco tempo fa, è emerso un particolare davvero interessante che ha lasciato tantissimi curiosi a bocca aperta. La copiosa nevicata che ha colpito la Campania nell’inverno scorso infatti, ha evidenziato la forma di un violino che si estende per l’intera area del Palazzo, e comprende la parte antistante il monumento e il parco intero fino alla cascata. Uno scenario reso nitido dal fenomeno della nevicata, che ha in qualche modo rinnovato e reso ancora più affascinante e suggestiva l’immagine del monumento. Tante le foto scattate dall’alto pervenute da droni e fotografi, foto che hanno letteralmente inondato i social network, e messo in luce un aspetto fenomenale della Reggia, divenuto immediatamente virale sul web.

Reggia di Caserta Violino di Luigi Vanvitell
il Violino di Luigi Vanvitell

Reggia di Caserta: le Fontane

Attraversando la seconda parte dell’immenso Parco Reale il visitatore resta a dir poco estasiato dinanzi alla Via d’acqua, che segue un percorso rettilineo ma discontinuo alternando piccole cascate, grandi prati verdi e vasche. Le spettacolari Fontane, finemente decorate e ricche di sculture, sono situate lungo il viale che segue il naturale pendio del terreno arrivando fino alle colline. E qui interviene la sapiente illusione ottica creata dal maestro Vanvitelli, che fa sembrare il viale assai più breve rispetto a quanto lo è realmente, e cioè oltre tre chilometri!

La prima Fontana che si incontra solitamente seguendo il percorso della via dell’acqua è quella dei “Tre Delfini”, così chiamata per la presenza di una scultura raffigurante un mostro marino con la testa di un delfino, con a fianco due delfini più piccoli. L’autore delle sculture è l’artista Gaetano Salomone, mentre il disegno è stato realizzato da Carlo Vanvitelli, il figlio di Luigi. Sotto gli scogli realizzati in tufo e il getto d’acqua a cascata, vi è un antro nascosto e interamente percorribile che sfocia da una parte all’altra della fontana stessa.

La Fontana di Eolo, dedicata appunto al mitologico Dio dei venti, rappresenta la scena della dea Giunone che scaccia Enea e i Troiani utilizzando la furia dei venti. Questa fontana è rimasta incompiuta: infatti ci sono 28 statue anziché 54 come previsto nel progetto originario.
Nel grande Parco Reale della Reggia di Caserta troviamo anche una bellissima fontana dedicata a Cerere, la dea propiziatrice della fertilità nei campi. La scultura della dea è attorniata da amorini, ninfe, due delfini e coppie di tritoni. Ai lati, con le sembianze di divinità maschili, ci sono due fiumi che scorrono in Sicilia, l’Anapo e l’Aretusa. La composizione scultorea di forma piramidale è stata costruita utilizzando pregiato marmo di Carrara nell’arco di due anni, dal 1783 al 1785, dalle sapienti mani dello scultore Gaetano Salomone.

Altro elemento architettonico di grande spessore è la Fontana di Venere e Adone, che rappresenta la dea che cerca di convincere Adone a non andare a caccia. La battuta di caccia è vicina, i cani abbaiano festosi e nascosto nei pressi di uno scoglio vi è il feroce cinghiale che ucciderà l’ignaro Adone. La dea, distrutta dal dolore per la perdita dell’amato, si lascia consolare da una schiera di amorini e ninfe. Anche quest’opera reca la firma di Salomone.

Alla fine del viale principale del Parco Reale si arriva alla Grande Cascata, che termina in uno splendido bacino d’acqua adornato dal gruppo scultoreo di Diana e Atteone. Alla costruzione della Fontana di Diana e Atteone hanno contribuito diversi artisti dell’epoca: Pietro Solari, Paolo Persico, Angelo Brunelli. Oltre a Diana, la popolare divinità dei boschi e della caccia, circondata dal Bosco di San Silvestro, nel gruppo c’è Atteone, colui che ha osato guardare la dea mentre era nuda, e per questo è stato trasformato in cervo che finirà dilaniato dai suoi stessi cani. In mezzo si due gruppi scultorei si staglia la cascata, che sta a simboleggiare la purificazione.
Dai lati della Fontana di Diana e Atteone si può accede al percorso che porta in cima alla cascata. Qui c’è una caverna, sempre progettata dal Vanvitelli, da cui si può godere la vista spettacolare dell’intero Parco, abbracciando con lo sguardo tutta la zona vesuviana fino al golfo di Napoli e alle sue isole.

Il Presepe della Reggia di Caserta

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I Borbone erano una famiglia profondamente religiosa. Da alcuni documenti emerge che i sovrani erano soliti partecipare attivamente alla realizzazione del presepe, seguendo la tradizione presepiale tipica partenopea. Pare che Carlo di Borbone, la moglie Amalia di Sassonia e il figlio Ferdinando usassero rifinire i personaggi, confezionando gli abiti e collocando le statuine all’interno degli scenari che formavano il Presepe. Proprio perché appassionati dell’arte presepiale, i regnanti acconsentirono ad allestire una raffigurazione presepiale permanente nella Sala Ellittica della Reggia di Caserta. Inizialmente la scena era posizionata lungo le pareti della sala, oggi invece è possibile visionare l’opera nello spazio centrale protetto da vetri.
Per la realizzazione dei presepi i sovrani chiamarono alcuni illustri artisti dell’epoca: Giuseppe Gori, Giuseppe De Luca, Luigi Ardia, Martino, Vallone. I personaggi del Presepe della Reggia di Caserta rappresentano persone comuni che compiono diverse attività: sono infatti presenti musicisti, pastori, commercianti e altre figure perfettamente conformi alla vita del 1600, periodo di ambientazione della costruzione.

Reggia di Caserta: leggende

Trattandosi di un’antica residenza reale, la Reggia di Caserta è sempre stato considerato un luogo affascinante dove si intrecciavano storie ed “intrighi” che, nel corso del tempo, hanno dato vita ad alcune leggende ambientate tra i saloni e l’immenso giardino.
La storia più famosa è quella della “Strega della Reggia di Caserta”, che narra la vicenda di un amore contrastato, quello tra il principe Andrea e Rossella, giovane figlia di un umile pescatore. La storia d’amore era mal vista per la differenza di classe sociale tra i due. Alcune nobildonne, gelose per l’interesse che il principe aveva dimostrato per la ragazza, decisero di eliminare la rivale rivolgendosi alla mitologica “strega di Benevento”. Questa diede alle malvagie donne una rosa avvelenata che avrebbe ucciso Rossella nel momento stesso in cui l’avesse annusata. Il maleficio invece sortì un altro effetto: invece di morire infatti, la giovane si trasformò in una bruttissima vecchia. Rossella quindi si recò dalla strega di Benevento, la quale confessò che il maleficio si sarebbe spezzato solo con il bacio di un principe.
Rossella allora cercò di farsi riconoscere dall’amato Andrea, ma lui la accusò di aver rapito la principessa, e la fece rinchiudere in una grotta nel giardino della Reggia di Caserta. Il principe vagò per il resto del tempo alla ricerca della sua Rossella, e infine morì di crepacuore.

Dopo qualche tempo, il re organizzò una battuta di caccia a cui partecipò anche Ulrico, un principe austriaco. Per caso questi conobbe Rossella, che viveva nella grotta, e la giovane le regalò un ramo di pungitopo come portafortuna per la battuta di caccia. Durante la caccia, per salvare il sovrano che stava per essere colpito da un cinghiale, il principe Ulrico morì e Rossella, dinanzi a quella scena straziante, urlò dal dolore. La povera donna fu condannata a morte perché ritenuta responsabile dell’accaduto, ma prima di morire chiese di poter rivedere il principe Ulrico. Avvicinandosi al giovane si ferì con il pungitopo ed una goccia del suo sangue finì sulla bocca del principe, il quale si risvegliò.
Il miracolo si era compiuto: Ulrico per riconoscenza baciò la vecchia Rossella, che ritornò ad essere la bella fanciulla di una volta. I due giovani, finalmente liberi dalle sventure che li avevano colpiti, si sposarono e furono felici.

Pronti per pianificare? Consultate anche i nostri articoli su  dove mangiare e le altre cose da vedere a Caserta, come il Belvedere San Leucio e il borgo medievale di Casertavecchia.

Inoltre consigliamo di consultare l’articolo Bus Turistici Reggia di Caserta, San Leucio e Casertavecchia.

Se avete altre domande o curiosità, lasciatele pure nei commenti, vi aspettiamo.

Valeria D'Esposito

Artigiana orafa per vocazione e blogger per passione con un forte attaccamento alla mia terra d'origine. Scrivo di gioielli su magazine di settore, sul mio blog personale Pizzo cipria e Bouquet, sono praticante giornalista, smm e web writer freelance.
Non mi stanco mai di esplorare la Campania.
Valeria D'Esposito