E’ appena iniziato l’autunno e il ristorante Acquerello, ubicato a Ercolano – la città degli Scavi e del Miglio d’Oro -, ha restylizzato il menù in relazione ai prodotti che la nuova stagione offre e a un nuovo ed esclusivo concetto di cucina di cui la proprietà vuol farsi promotore. “Il lockdown ha avuto i suoi risvolti positivi – spiegano Luigi e Stefano Irollo, gli imprenditori che hanno avuto il coraggio di inaugurare, primo in italia, un ristorante non appena i locali hanno potuto riaprire i battenti -. Noi tutti ci siamo rimessi ai fornelli, essendo costretti a trascorrere più tempo a casa, e abbiamo riscoperto i sapori della cucina tradizionale, il profumo del sughi fatti in casa, l’appagamento che restituiscono gli ingredienti nostrani. E, quando finalmente siamo tornati alla vita sociale, abbiamo scoperto di non poter più fare a meno di questi piatti. Così abbiamo deciso di proporre un menù autunnale incentrato sulla cucina di casa, ma alleggerendo il concetto di tradizione grazie all’impiego di tecniche utilizzate nella cucina contemporanea”.

Così quella di Acquerello diventa una “cucina tradizionale contemporanea” che porta la tradizione a un livello superiore, rendendo il piatto anche bello da vedere, riconoscibile. “Nessun piatto del nuovo menù è snaturato rispetto alla sacralità della storia gastronomica, che va semplicemente rispettata e trasportata al nostro tempo”, commentano i due fratelli. Così, ad esempio, tra i primi piatti figurano le linguine all’impepata di cozze (linguine di Gragnano con crema di cozze, briciole di pane all’aglio, aria di acqua di cozze e pepe Sichuan), il raviolo alla Genovese (ravioli di pasta all’uovo farciti con stracotto di manzo alla Genovese, con spuma di provolone del Monaco e sugo di arrosto) e i mezzi paccheri di Gragnano allo Scarpariello. Tra i secondi figurano la zuppa di pesce (servita con patate novelle e chips di pane), il pollo alla Cacciatora (sovracoscia di pollo farcita “alla Cacciatora”, con funghi di stagione grigliati, cipollotto e ketchup piccante di pomodorini del piennolo). Dulcis in fundo, il babà servito con crema chantilly, crumble al cacao, gel di limoni e sale Maldon. Si può tranquillamente ordinare il “percorso della tradizione”, un menù degustazione composto da quattro portate di cucina classica, senza temere di sentirsi troppo “gonfi” nel dopo – pasto; ed, ancora, optare per il menù vegetariano comunque composto da piatti che richiamano la tradizione.

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Ristorante Acquerello a Ercolano alla galleria Le Pendici

Finalmente i segnali di una ripresa tanto agognata sembrano essere arrivati, e con piacere accolgo e divulgo la notizia dell’apertura di un nuovo ristorante in Campania, precisamente a Ercolano, in provincia di Napoli, e si presenta come il luogo dove le eccellenze del territorio sono trasformate in capolavori di alta cucina.

Il ristorante Acquerello apre le sue porte sabato 30 maggio all’ultimo piano della galleria “Le Pendici” ubicata a Ercolano (in provincia di Napoli). Una location con vista sulla skyline vesuviana e un menù creato per sublimare attraverso l’alta cucina prodotti e produttori locali.
A dirigere la brigata c’è lo chef Antonio Borrelli, che rende omaggio agli ingredienti italiani, soprattutto campani, declinandoli in decine di modi diversi e creando così piatti stagionali che sorprendono per la particolarità dell’estetica e del gusto.

Menu digitale al ristorante Acquerello

Al bando il menù cartaceo, le carte del ristorante Acquerello – aperto a cena tutti i giorni tranne il lunedi, giorno di chiusura -, sono rigorosamente digitali. Le portate possono essere degustate singolarmente oppure attraverso un menù degustazione, accostate a cocktail appositamente studiati oppure a ottimi vini.
La famiglia Irollo ha pensato ad “Acquerello” come un polo animato da una grande comunità unita dalla cultura e dalla volontà di valorizzare la ricchezza delle eccellenze artigiane campane e italiane. Stefano, Luigi e il loro papà, soci nell’impresa, hanno voluto trasferire la ricchezza della cultura artigianale campana e italiana sia nel décor, sia nella proposta gastronomica di fascia alta. “La cucina e l’ospitalità hanno il ruolo fondamentale di promotrici del buon vivere e della coesione sociale, temi più che mai attuali per la ripresa del nostro Paese – spiegano i fratelli Irollo -. Ci auguriamo che tra gli insegnamenti che possiamo trarre da questa delicata esperienza che stiamo vivendo ci sia anche un nuovo approccio all’alimentazione, più consapevole e rispettoso del territorio ed, in generale, della natura”. “Non dobbiamo pensare a quello che non si può fare e a quello che si è perso: dobbiamo concentrarci su quello che si può fare. Vogliamo restituire a chi si vorrà concedere una fuga culinaria in città il gusto e la gioia di vivere”, questa la loro mission per il futuro prossimo.
Nei piatti si avverte una commistione tra materie prime più ataviche risvegliate da cotture innovative dalle quali vengono fuori combinazioni extra-ordinarie. “Rinascere attraverso la cucina e recuperare l’heritage del territorio sono gli spunti dai quali sono partito per creare il menù di Acquerello – spiega lo chef Antonio Borrelli -. Esso varierà in base ai prodotti locali disponibili. Collaboriamo con i produttori della zona per dare massimo sostegno alla filiera ed abbattere gli sprechi. In quest’ottica alcune portate saranno arricchite da un pairing speciale: non solo vini, ma anche soft e long drink prodotti con materie prime locali creati dal bar manager Elpidio Dell’Aversano”.
Lo stile del locale è contemporaneo, reso unico da elementi d’impatto, pezzi d’arredo caratteristici e materie prime singolari: legni, cristalli, tessuti, quadri provenienti da tutta Italia. In ottemperanza ai protocolli vigenti, per consentire la massima distanza tra i tavoli è stato creato anche un pop-up restaurant all’aperto con tavoli spaziosi, tutti rigorosamente “vista Vesuvio”.
Per l’opening di “Acquerello” l’azienda adotterà tutte le misure in linea con le disposizioni sanitarie indicate nei protocolli nazionali e regionali, al fine di garantire la massima sicurezza dei clienti e del personale.

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Valeria D'Esposito