Il ristorante Acquerello apre i battenti a Ercolano, ed è il primo a farlo dopo l’emergenza

Abbiamo atteso, abbiamo temuto, abbiamo pregato. Poi lo spiraglio di luce e di speranza, ed infine il coraggio di guardare al futuro e di riprendere in mano le redini della propria vita.

Si può riassumere così l’evento inatteso di un’apertura, coraggiosa, di un nuovo ristorante nell’epoca post emergenza, e a farlo ci hanno pensato Stefano e Luigi Irollo (titolari della location) insieme allo staff composto dallo chef Antonio Borrelli, il bar manager Elpidio Dell’Aversano, il maitre Gianluigi Dattero, il sommelier Michele Fontanella e il direttore Damiano De Luca.

Il Ristorante Acquerello di Ercolano sorge all’ultimo piano della galleria Le Pendici, vanta di una vista sulla skyline vesuviana, e un menù creato per sublimare attraverso l’alta cucina prodotti e produttori locali. L’organizzazione del personale e degli ambienti è interamente pensata nel rispetto delle regole dei protocolli nazionali e regionali; regole che sono state riadattate coerentemente con il nuovo progetto ristorativo.

Antonio Borrelli nasce a Napoli il 26 Ottobre 1982. cresce con i nonni paterni. Fin da bambino frequenta la pasticceria degli zii ed osserva con interesse lo zio pasticcere: lo guarda estasiato impastare dolci, preparare creme, creare decorazioni con il cioccolato e comincia proprio lì a fare i primi passi nel mondo dei dolci. Studia e lavora in diversi ristoranti ispirandosi alla cucina di Antonino Cannavacciuolo. Dopo un po’ viene assunto come primo Chef presso una società che lavora per l’ENI, in Libia. La cucina libica è una molto varia, caratterizzata dall’utilizzo di tante spezie come zafferano, cardamomo, cannella, cumino, pepe e peperoncino.

Ed è proprio dal confronto tra due culture culinarie così diverse tra loro, quella araba e quella mediterranea, che nascono le sue idee per nuovi
piatti da proporre in Italia, come il Cous Cous alla Siciliana, ove la semola viene cotta a vapore con brodo vegetale arricchito con scorze d’arancia e
limoni e successivamente condita con una rivisitazione del pesto alla siciliana a base di pomodori secchi, ricotta, pinoli, basilico, capperi di
Pantelleria ed olive nere; oppure il Cous Cous alla Caprese, omaggio alla Campania.
Al ritorno dalla Libia, Antonio inizia a lavorare presso il prestigioso Miglio D’Oro Park Hotel di Ercolano, l’hotel quattro stelle Superior dell’ex Presidente della Società Calcio Napoli, Corrado Ferlaino, Tra le ultime sfide lavorative, in ordine temporale ci sono: Villa Modestina, una green house nel salernitano immersa tra fiori meravigliosi e agrumi; il Bogart a Salerno; il ristorante La Sfera dell’Hotel dei Principati, a Baronissi; il GheKalè, ristorante gourmet ubicato a San Paolo Belsito; fino a rivestire oggi il ruolo di chef executive presso il ristorante Acquerello di Ercolano.

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I piatti floreali di Antonio Borrelli

lo chef Antonio Borrelli, responsabile delle cucina del ristorante napoletano, ha creato dei piatti dove i fiori sono dei veri e propri ingredienti, oltre che un elemento di distinzione, come nelle linguine alla scapece con menta glaciale, fiore cristallizzato e crudo di scampo.
“L’occhio vuole la sua parte, e oggi la cucina non può non prestare
attenzione alla presentazione del piatto, ai tocchi di personalità e stile”. “Data la loro versatilità, ci sono fiori per ogni momento e piatto – spiega Antonio -. I fiori hanno un’influenza particolare sui sentimenti della gente, regalano gioia e benessere, basta guardarli anche solo in una foto per avvertire subito una piacevole sensazione di pace. Le decorazioni floreali rappresentano quel tocco in più che dev’essere sempre presente per arricchire ed abbellire gli ambienti e, perchè no, decorare e insaporire i piatti”.

Il bar manager Elpidio dell’Aversana

Sulla scia dello chef, anche il bar manager di Acquerello ha ideato una linea di cocktail floreali. “Dal punto di vistaestetico, i fiori vestono i drink e li trasformano in prodotti gourmet – spiega Elpidio Dell’Aversano -. Mentre per quanto concerne il gusto, regalano freschezza e fragranze complesse e inedite”.
In realtà il connubio virtuoso tra fiori e cocktail è una cosa ben nota, ma Elpidio lo ha attualizzato territorializzandolo. Ad esempio, tra gli ingredienti del cocktail “Camelia” oltre a un liquore ottenuto dalle
rose e al jinzu (gin floreale) c’è il succo di limoni di Sorrento.

Classe 1987, Elpidio dell’Aversano scopre la sua passione per la ristorazione da ragazzo. Frequenta l’istituto alberghiero e lavora nei ristoranti, e al Grand Hotel Palace di Terracina. Poi si dedica ai catering per gli eventi nelle più famose ville della Penisola Sorrentina. Dopo un’esperienza allo Star Hotel Terminus di Napoli, scoppia la sua passione per il mondo del bar. Tra le varie esperienze c’è la Cantina La Barbera al Vomero, e poi l’incontro con la famiglia Irollo a cui segue lo sposalizio con il loro progetto “Roof Garden” di Acquerello.

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Valeria D'Esposito