In questi giorni si sta svolgendo a Napoli, il Pizza Village , dall’uno al sei settembre, come ogni anno ormai dal 2010, migliaia di persone verseranno sul Lungomare Caracciolo inebriati dal profumo delle pizze appena sfornate, anche se chi ha la fortuna di vivere in Campania, non deve aspettare il Pizza Village per sentire questo profumino, eppure questo è un Evento che ha sempre molto successo.

Ogni volta che vado in centro, in mancanza del Pizza Village  non mi faccio mai mancare la compagnia della pizza piegata a portafoglio da consumare mentre passeggio e vado in giro per la città, potrebbe considerarsi poco elegante, ma credetemi, è un’esperienza sublime, da fare assolutamente, persino il presidente Bill Clinton, durante il G7, si è fatto fotografare per le strade di Napoli mentre consumava estasiato la sua pizza a portafoglio, potete chiedere a lui se non ci credete.

In Campania la pizza è sacra, è diventato un ottimo salva cena quando non si è riuscito a preparare in tempo per vari impegni lavorativi e non, è la regina delle feste, è l’appuntamento settimanale, il campano almeno una volta la settimana, deve mangiare la pizza, è un rito che non manca in quasi nessuna famiglia.

Dove nasce questo alimento così identificativo della nostra realtà come popolo?

Si dice che la prima pizza sia stata realizzata per la Regina Margherita in visita a Napoli. La pizza era già nella cultura napoletana dal 1600, consumata con altri ingredienti, finchè non sono giunti, con la colonizzazione americana, i pomodori e non è nato il formaggio tipico campano, filante e gustoso, quale è la mozzarella; si realizzava un disco di pasta di pane cotto in forno velocemente e consumato con formaggio stagionato o con solo sale grosso e strutto.

Nel 1889, in occasione della visita a Napoli degli allora sovrani d’Italia Re Umberto I e la Regina Margherita, il pizzaiolo Raffaele Esposito, considerato il miglior pizzaiolo dell’epoca, realizzò per i sovrani tre pizze: la pizza alla Mastunicòla (strutto, formaggio e basilico), la pizza alla Marinara (pomodoro, aglio, olio e origano) e la pizza pomodoro e mozzarella, come il tricolore italiano (Rosso, Bianco e Verde). Nessuno sa se furono proprio i sovrani a chiedere di poter assaggiare quello che era un pasto tipicamente del popolo, forse ne avevano sentito parlare da chi era stato a Napoli, sta di fatto che Esposito si superò e la sua pizza, fatta in onore della regina piacque così tanto, da indurre la sovrana a ringraziare per iscritto il pizzaiolo. Onorato da questo complimento illustre, Esposito diede il nome della Regina alla pizza che è ancora oggi, il prodotto più consumato nelle pizzerie e che è in lizza per l’ottenimento del riconoscimento da parte dell’UNESCO come patrimonio dell’umanità.

Ma come fare una pizza?

Eccellenze campane al Pizza Village. Foto credit Pizzeria Sorbillo

Eccellenze campane al Pizza Village. Foto credit: Pizzeria Sorbillo

Al Pizza Village ne avrete tante dimostrazioni: si tratta di un disco di pasta di pane lievitata lavorata in modo da lasciare un bordo più alto nei lati e cotta in forno a legna a quasi 500° per 90 secondi ( requisito necessario per ottenere la certificazione Specialità Tradizionale Garantita dall’ Unione Europea ) si può condire a proprio piacimento e prima di infornarla, non deve mancare il filo d’olio versato con l’agliara, un’ oliera in rame stagnato, con il becco lungo, che troverete in tutte, dico tutte le pizzerie napoletane, e che è bello anche da portare a casa come souvenir del nostro viaggio a Napoli. Adesso non vi resta che organizzare anche solo un Week End a Napoli, tanto ce ne sono cose da vedere con una pizza a portafoglio in mano.

Stiamo compilando l’elenco delle migliori pizzerie campane, segnalaci la tua (e facci assaggiare) contattandoci all’indirizzo mail info@visit-campania.it oppure utilizzando il contact form.

Valeria D'Esposito

Valeria D'Esposito

Jewelry & Travel Blogger at Pizzo Cipria e Bouquet
Orafa e Turista fai da me con un forte attaccamento alla terra d'origine, scrivo di viaggi e di gioielli su magazine di settore e sul mio blog Pizzo cipria e Bouquet e lavoro come web writer freelance. Non mi stanco mai di esplorare la Campania.
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