San Lorenzello può essere considerato un vero e proprio gioiello della Campania: uno dei borghi d’Italia più suggestivi e caratteristici per storia, tipicità e artigianato artistico. Scoprire luoghi come San Lorenzello è come arrivare al cuore di un territorio, alle tradizioni più sentite e reiterate, all’essenza stessa di un luogo che resta ancorato al passato e ne diventa simbolo di eccellenza attraverso le sue ricchezze naturali e culturali.

Siamo in uno dei comuni italiani della provincia di Benevento, apprezzato e caratterizzato soprattutto dalle sue ceramiche senza tempo. Un paesino che conta non più di 2.300 abitanti, e dove il centro storico nasce proprio alle falde del Monte Erbano, così chiamato perché ricco di erbe officinali e aromatiche.

San Lorenzello foto di Alessio Verna

San Lorenzello – foto di Alessio Verna

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Un borgo campano ricco di leggende, di storia e di creazioni uniche nel loro genere.

La storia di questo paese è molto affascinante, in quanto non ha una collocazione ben precisa, ma si dipana tra miti, leggende e testimonianze documentate: tutto questo rende la città ancora più affascinante agli occhi dei turisti e degli abitanti stessi.

Per spiegare meglio bisogna fare un passo indietro sino al IX secolo, quando Filippo Lavorgna e famiglia, scappando dai saraceni, si rifugiarono nella Grotta di Futa, proprio sul Monte Erbano. Durante una perlustrazione in cerca di cibo, egli incontrò una zingara di passaggio, la quale insistette per predirgli il futuro. Quindi gli annunciò che avrebbe dovuto passare un lungo periodo di fatiche e di dolori, ma necessario per arrivare a diventare il fondatore di una città eterna.
Tornato alla grotta, ricevette la visita di una giovane donna, in lacrime, la quale chiedeva aiuto per il padre che si trovava in fin di vita. Quando Rosita e Filippo raggiunsero il luogo dove si trovava l’uomo, scoprirono che era ormai troppo tardi per salvarlo. Quindi Filippo tornò alla sua grotta, ma nel frattempo tutta la sua famiglia era stata sterminata.

San Lorenzello foto di Alessio Verna

San Lorenzello – foto di Alessio Verna

La leggenda termina raccontando che i due giovani, esattamente nella notte del 10 agosto, diedero vita ad una nuova città, chiamandola appunto San Lorenzo.

Questa storia è sempre stata considerata una semplice leggenda, anche se non mancano delle testimonianze storiche che riconducono – in parte – ad alcuni dei dettagli che racconta.
Nei secoli si sono avvicendate tantissime guerre tra feudatari, per potersi accaparrare appezzamenti del fertile terreno che caratterizza questa zona. Poi dal 1.500 la città iniziò a popolarsi dando asilo a tantissimi nuovi abitanti, ma successivamente fu colpita prima nel 1656 dalla tremenda furia della peste, e poi nel 1688 da un terremoto devastante, che lasciò dietro di sè morte e distruzione.
Dopo poco tempo, pian piano la ricostruzione ha portato il borgo di San Lorenzello a diventare una delle città della ceramica più famose d’Italia.

Ceramiche Artistiche Coppola

Ceramiche Artistiche Coppola

San Lorenzello: dove le ceramiche prendono vita

Il paese nel tempo ha voluto mantenersi fiero della propria identità, facendo leva sull’artigianato artistico di alta qualità, e conservando pressoché immutato quel paesaggio dal sapore medievale e quasi magico. Quando si arriva a San Lorenzello, immediatamente sembra di entrare in un luogo rimasto immutato nel tempo, e di muoversi all’interno di un antico dipinto, che ipnotizza per la sua grande bellezza.

Le ceramiche di San Lorenzello comprendono diversi tipi di piatti da parata, brocche, acquasantiere, e vasi da farmacia. I temi dipinti più utilizzati comprendono decori religiosi oppure paesaggistici, con un occhio attento alla natura e all’ambiente circostante.

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Non mancano le famose mattonelle che riportano la rosa dei venti, oppure  decorate a festone. I colori predominanti sono quasi sempre il giallo, l’arancione, il verde ramina e il Blu Cerreto – ovvero tutte le sfumature della natura che accompagnano da sempre la vita degli abitanti di San Lorenzello.
Niente di meglio quindi, per chi viene in visita a San Lorenzello, che acquistare una di queste ceramiche artigianali, in quanto pezzi unici e rappresentativi di una civiltà antica e fiera.

Ceramiche Artistiche Coppola – San Lorenzello

Cosa visitare a San Lorenzello

Chiesa della Congregazione della Sanità, che conserva tante opere d’arte in ceramica di Cerreto Sannita e di San Lorenzello tra le quali un pregevole timpano in maiolica.

Chiesa di San Lorenzo (San Lorenzello), dove si può ammirare la scultura in legno del Santo protettore del paese.

Ex Convento dei Padri Carmelitani, sede di iniziative culturali.

Il Natale al borgo di San Lorenzello

Ogni anno in questo periodo San Lorenzello si veste di luci, trasmettendo a tutti gli abitanti e ai visitatori il calore dell’atmosfera del Natale.
Le Luci D’artista nel borgo di San Lorenzello vengono allestite dal 25 novembre all’8 gennaio.

Le luminarie artistiche costituiscono un forte richiamo per il turismo, insieme al mercatino di Natale tradizionale, collegato all’appuntamento fisso del Mercantico, il mercato dell’antiquariato che si tiene due volte al mese all’interno delle antiche e caratteristiche botteghe artigianali nel centro storico, ossia lungo via Roma e via Sorripe. Qui gli espositori di mobilia, di ceramiche artistiche, di oggetti d’antiquariato e di prodotti tipici locali offrono ai visitatori uno spaccato sulle tradizioni appartenenti ad un passato mai dimenticato. A completare la tradizionale manifestazione, anche una ricca esposizione di ceramiche laurentine fatte a mano.

Non manca inoltre la pista di pattinaggio, nata per i più giovani ma che riesce a divertire anche gli adulti: un’atmosfera unica che trasmette tutto il sapore del Natale in Campania, quello antico e tradizionale.

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Valeria D'Esposito

Valeria D'Esposito

Orafa per vocazione e Turista per passione con un forte attaccamento alla mia terra d'origine, scrivo di gioielli su magazine di settore, sul mio blog personale Pizzo cipria e Bouquet e lavoro come smm e web writer freelance. Non mi stanco mai di esplorare la Campania.
Valeria D'Esposito