Torre Annunziata, gli scavi archeologici di Oplontis e la Villa Imperiale attribuita a Poppea Sabina

Oplontis (Torre Annunziata, Napoli) è parte di una vastissima area famosa per i magnifici siti archeologici campani apprezzati e conosciuti in tutto il mondo, venuti alla luce anche grazie a Carlo III di Borbone. Secondo un’antica mappa delle vie dell’impero romano, essa faceva parte del suburbio della città di Pompei, da cui dipendeva anche amministrativamente.
Tutto ebbe inizio con la straordinaria e disastrosa eruzione del Vesuvio datata 79 a.C.. La storia ci tramanda testimonianze chiare sulla vita che si conduceva nelle cittadine romane presenti nei comuni di Pompei, Ercolano, Boscoreale, Castellammare di Stabia, Sant’Antonio Abate e Torre Annunziata, alias Oplontis. 

Quello che oggi è ancora ben visibile dalle antiche rovine, è frutto della particolare composizione della colata piroclastica che distrusse Ercolano nel 79. In seguito all’eruzione del Vesuvio infatti, le costruzioni vennero si sommerse, ma non arse. Ne consegue che molte mura e linee divisorie delle costruzioni dell’epoca si sono conservate nel tempo pressoché intatte, ed oggi costituiscono importanti testimonianze in grado di raccontarci tanto della società e della cultura di quei tempi.

Ville, botteghe, terme, templi, mosaici ancora molto ben conservati, hanno consentito di eseguire delle ricostruzioni storiche abbastanza fedeli a quella lontana realtà. 

Oplontis, visitare la Villa di Poppea

A Torre Annunziata in provincia di Napoli, città che all’epoca era appunto chiamata Oplonti, è stata riportata alla luce una quantità incredibile di tesori. Tra questi una villa imperiale, grande, e in assoluto più bella e sfarzosa delle altre, che presumibilmente è appartenuta a Poppea Sabina.
La Villa di Poppea era una dimora estiva costruita a picco sul mare e interamente dedicata al lusso e all’ozio. I lavori di escavo hanno portato alla luce i resti della Villa di Oplonti durante i primi anni settanta, ma i veri lavori nell’area archeologica presero il via intorno al ‘700, per volere dei Borbone. 

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Questa abitazione così sontuosa non poteva che appartenere ad una regina, in questo caso parliamo di Poppea, seconda moglie dell’imperatore Nerone. La costruzione risale al I secolo a.C., ed è stata a lei attribuita a seguito del ritrovamento di un’incisione su una delle anfore trovate all’interno dell’abitazione. Si presume che al momento della disastrosa eruzione del 79, la Villa di Oplontis non fosse abitata.

Tanti gli oggetti ritrovati accantonati nelle varie stanze, di cui una discreta quantità è conservata e visibile all’interno di una sezione speciale del Museo Archeologico di Napoli.

Ricca di decori e dedicata all’otium, la Villa di Poppea ospitava ricchi pompeiani, e sebbene non sia stata ancora riportata interamente alla luce, considerevoli sono i resti del tesoro inestimabile ritrovato, fatto tra le altre cose di gioielli e monili forgiati con una sofisticata tecnica orafa.

La Visita guidata a Oplontis con Guido Tour Sharing 

Per la nostra visita alla Villa di Poppea di Oplonti ci siamo avvalsi di una guida abilitata appartenente al circuito Guido Tour Sharing. Una community rivolta a tutti gli amanti del patrimonio culturale e naturale che scelgono l’esperienza del tour in condivisione con altre persone. La piattaforma aiuta quindi a trovare un tour e a unirsi ad altri visitatori risparmiando tempo e soprattutto dividendo il costo della guida. 

Villa di Poppea, cosa vedere

All’interno della Villa di Poppea a Torre Annunziata sono presenti diverse stanze che testimoniano la maestosità di questa costruzione. Sale, corridoi, camere da letto, ambienti destinati agli schiavi, atrio, impluvium. Ogni stanza è caratterizzata da affreschi e mosaici che ancora oggi raccontano tanto di quella che era la vita dell’epoca.
I pavimenti in particolare destano molto interesse, in quanto composti da preziosi mosaici ricostruiti alla perfezione, e oltre a questi troviamo pregevoli colonne che vanno a comporre dei motivi geometrici sorprendenti. L’unico neo è che ad oggi queste parti, insieme ai numerosi affreschi dai colori ancora incredibilmente vividi, non siano sufficientemente protetti da luce solare e calpestio dei visitatori.

Una delle sorprese più inaspettate presenti alla Villa di Poppea è la piscina, immensa nei suoi 61 metri di lunghezza x 17 di larghezza, e che può essere tranquillamente paragonata alle moderne olimpioniche. Questa piscina era completamente pavimentata e circondata da statue di marmo, oltre che immersa in un giardino costellato di limoni, platani e oleandri. Per non farsi mancare nulla inoltre, era presente all’interno dell’abitazione anche un impianto termale di cui oggi restano visibili il calidarium e il tepidarium, collocati a ridosso della cucina, di cui si sfruttava l’emissione di calore. Oltre a questo, si possono osservare ambienti destinati a piccole autoproduzioni, come ad esempio l’area della vendemmia che veniva effettuata con degli strumenti costruiti apposta per la pigiatura dell’uva.

La Villa può essere visitata tutti i giorni dalle 8.30 alle 18.00 e si trova in Via Sepolcri a Torre Annunziata. Il biglietto costa 7 euro e con questo potrai vistare anche il sito di Stabia e Boscoreale. In quest’ultimo in particolare, a breve sarà possibile ammirare l’ultimo ritrovamento: Villa Regina. Al momento è ancora in fase di restauro.

Tour effettuato in collaborazione con Associazione Travel Blogger Italiana e Guido Tour Sharing

Valeria D'Esposito

Artigiana orafa per vocazione e blogger per passione con un forte attaccamento alla mia terra d'origine. Scrivo di gioielli su magazine di settore, sul mio blog personale Pizzo cipria e Bouquet, sono giornalista, smm e web writer freelance.
Non mi stanco mai di esplorare la Campania.
Valeria D'Esposito