Se stai programmando la visita alla Reggia di Caserta qui trovi tutto quello che c’è da sapere scritto da chi a Caserta ci vive da sempre e conosce a menadito questa magnifica dimora reale dei Borbone di Napoli, tra le più famose al mondo per bellezza e grandezza.

Nel 1997 è stata dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, insiene con Acquedotto Carolino, sempre di Vanvitelli, e complesso di San Leucio. Situata proprio di fronte alla stazione ferroviaria di Caserta (500 m dai treni) e a 2 km dall’uscita autostradale Caserta Nord, il grande monumento è facilmente raggiungibile, grazie anche alla presenza di un comodo parcheggio auto a 350 metri.

Quanto tempo ci vuole per visitare la Reggia di Caserta?

Per poter apprezzare appieno gli interni del Palazzo Reale, e come consiglio, avvalersi della professionalità di una guida turistica abilitata, per girare tra le sale e ascoltare le spiegazioni occorrono circa 2 ore. Mentre per attraversare il parco con i suoi giardini, un percorso lungo circa 3 km, consiglio di salire con la navetta fino in cima e poi provare a scendere a piedi. In questo modo si possono apprezzare le belle fontane con i pesci e i gruppi scultorei, impiegando un tempo di 2 ore. L’utilizzo della navetta aiuta sicuramente a restringere i tempi, ma attenzione perchè vi sono dei piccoli meravigliosi siti situati ai lati del parco che sono raggiungibili solo a piedi. Parlo ad esempio della Castelluccia e della Laghetto dei cigni, dove il re soleva organizzare giochi e addestramenti tematici incentrati sulle battaglie. Questi due luoghi sono assolutamente da non perdere.

Quanto costa il biglietto di ingresso?

Appartamenti storici, Parco e Giardino Inglese costa € 14,00 intero

solo Appartamenti Storici (acquistabile solo quando il parco è chiuso) ha un costo di € 10,00 intero, e di € 3,00 se l’acquisto avviene dopo le 17.

Parcoday (acquistabile presso la biglietteria Corso Giannone – accesso al Parco e al Giardino Inglese) di € 9,00

Reggia twodays (pomeriggio e giorno successivo) di € 17,00

Riduzioni e gratuità:
€ 2,00 – dai 18 ai 25 anni (non compiuti)
Gratis – fino a 18 anni (non compiuti)

La Reggia di Caserta è chiusa il martedì e i giorni 25 dicembre e 1° gennaio

Prenotando con TicketOne si possono ottenere i biglietti con ritiro sul posto oppure i biglietti saltacoda da stampare a casa. I diritti di prenotazione sono di € 1, le commissioni € 1.50, e in più c’è un costo aggiuntivo per il saltacoda di € 2.50 per ogni ordine.

Visitare Reggia di caserta appartamenti storici
Visitare Reggia di caserta appartamenti storici

Chi ha costruito la Reggia di Caserta?

Fortemente voluta dal Re di Napoli Carlo di Borbone, desideroso di vedere realizzata una struttura che potesse reggere una competizione con quella di Versailles, e altresì di donare a Napoli edifici tali da poter svolgere un ruolo di città-capitale di livello europeo. Il re decise di far costruire una reggia e per motivi di sicurezza, fu scelta come sede Casertavecchia, sita a circa 15 km a nord dalla città di Napoli.

Il sovrano ingaggiò l’architetto Luigi Vanvitelli, a quel tempo impegnato nei lavori di restauro della basilica di Loreto per conto dello Stato Pontificio. Carlo di Borbone ottenne di poter incaricare l’artista e nel frattempo acquistò l’area, dove all’epoca sorgeva il palazzo cinquecentesco degli Acquaviva.

Il re volle che il progetto comprendesse oltre al palazzo, il parco e la sistemazione dell’area nei dintorni, con il nuovo Acquedotto Carolino, che attraversasse anche il complesso di San Leucio.

Luigi Vanvitelli giunse a Caserta nel 1751 e si dedicò immediatamente alla progettazione della Reggia di Caserta con l’obiettivo di creare una delle dimore reali più belle d’Europa.

I lavori durarono in totale diversi anni e alcune parti del progetto iniziale rimasero incompiute. Questo anche perchè nel 1759 Carlo di Borbone di Napoli era salito al trono di Spagna e aveva lasciato Napoli per Madrid.

Il Museo

La Reggia di Caserta ha pianta rettangolare, e comprende quattro cortili interni.

L’imponente scalone d’onore, con la sua rampa centrale seguita da due rampe laterali, conduce al vestibolo superiore a pianta ottagonale, ed è illuminato da grandi vetrate. Di fronte vi è la Cappella Palatina, decorata da marmi policromi, e sulla sinistra si aprono gli Appartamenti Reali che comprendono la Sala del trono, l’appartamento del re e quello della regina. L’Appartamento realizzato durante il regno francese, è introdotto da due anticamere, la Sala di Marte e la Sala di Astrea, dedicate alle virtù militari. La Sala del trono è decorata da pilastri corinzi e ritratti della casa regnante, eseguiti da vari scultori.

La Sala del Consiglio, che fa da anticamera all’appartamento privato del re, ha un soffitto a volta affrescato da Cammarano con il tema Minerva che incorona l’Arte e la Scienza. Seguono l’Anticamera e la Stanza da letto di Francesco II, con arredi in mogano e bronzi dorati mentre la Stanza da bagno ha una toilette in marmo di Carrara con vasca di granito ornata da protomi leonine e volta affrescata da Cammarano con Cerere.

Nell’Appartamento di Maria Carolina vi sono quattro ambienti decorati di gusto rococò. Dal boudoir si passa nella Sala di Compagnia, quindi nella Sala delle Dame di Corte fino alle due sale di lettura anticamera della Biblioteca Palatina, composta da tre sale decorate. La Sala ellittica ospita la ricostruzione del Presepe Reale.

Di grande rilevanza è, infine, il Teatro, riproduzione in scala del San Carlo di Napoli con un sontuoso palco reale: ambiente ultimato da Vanvitelli che fu inaugurato nel 1769.

Insieme all’edificio, l’architetto Luigi Vanvitelli ideò anche il parco reale, celebre esempio di giardino all’italiana.

Gli Appartamenti

Resterai senza fiato di fronte alla maestosità dello scalone di ingresso, con i suoi leoni in marmo di Carrara, e la meraviglia continuerà quando accederai alle grandi sale, che tra le altre cose sono state scelte come set cinematografico per diversi film importanti, tra cui due episodi di Star Wars. Non potrai inoltre non restare incantato di fronte alle camere personali dei regnanti, arredate con grandi vetrate, pregiati mobili in stile Luigi XVI, fastosi lampadari, preziosi decori sui soffitti e lungo le pareti, e infine tanti dipinti di interesse storico e artistico.

Visitare Reggia di Caserta - Parco reale
Visitare Reggia di Caserta – Parco reale

Il Giardino Reale

Preferibile arrivare alla Reggia di Caserta di buon’ora, in modo da avere tutto il tempo per dedicarti al Giardino Reale. Questa percorso costellato di statue, vasche e fontane può essere compiuto a piedi, in bici (c’è un noleggio all’interno del parco), oppure ancora comodamente seduti a bordo di uno dei minibus elettrici. Altra opzione è la carrozza familiare con cocchiere e cavalo, che però non può superare la metà del parco, quindi ad un certo punto farà dietrofront per tornare alla base.

I giardini all’italiana annoverano una quantità di alberi, piante e fiori e ovunque si possono ammirare statue d’epoca ed eleganti fontane con gruppi scultorei. La sontuosa opera di architettura delle grandi vasche con cascatelle allineate a formare un lungo percorso unico. In principio il progetto prevedeva l’unione delle vasche in un solo viadotto, che avrebbe dovuto condurre addirittura le imbarcazioni, fino ad arrivare a Napoli e quindi al mare.

Il Giardino Inglese e il Bagno di Venere

Una volta giunto al gruppo scultoreo della fontana di Diana e Atteone, dalla quale potrai allungare lo sguardo su tutto il percorso fatto da Palazzo Reale, qui potrai fare una sosta: c’è un chiosco adibito a bar dove è possibile acquistare cibi e bevande, prima di accedere ad un’altra parte del Parco Reale della Reggia di Caserta. Una parte molto bella e suggestiva…

visitare reggia di caserta - Diana e Atteone
Visitare Reggia di Caserta – gruppo scultoreo Diana e Atteone

Al Giardino Inglese si accede esclusivamente a piedi; qui un giardino in stile vittoriano saprà incanterti con la sua elegante bellezza. Tra querce secolari, camelie, arbusti e piante rare, un fiabesco stagno di ninfee, l’Aperia e il tempietto con colonne originali pompeiane, ti sembrerà di entrare in un’altra epoca. Attraversa il Criptoportico con numerose statue di Pompei, per proseguirete tra sogno e realtà fino a “scoprire” il luogo più intimo e sorprendente dedicato alla dea della bellezza: il Bagno di Venere

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Viaitare Reggia di Caserta: La statua della dea Venere nel Giardino Inglese

Reggia di Caserta dall’alto: il Violino di Luigi Vanvitelli

Il Palazzo Reale e il suo Giardino sono stati realizzati grazie al progetto commissionato dal re Carlo di Borbone ad uno dei migliori architetti dell’epoca, Luigi Vanvitelli. Erano in pochi ad avere un’idea precisa della “visione” del Vanvitelli, fino a quando, poco tempo fa, è emerso un particolare davvero interessante che ha lasciato tantissimi curiosi a bocca aperta. La copiosa nevicata che ha colpito la Campania nell’inverno scorso infatti, ha evidenziato la forma di un violino che si estende per l’intera area del Palazzo, e comprende la parte antistante il monumento e il parco intero fino alla cascata. Uno scenario reso nitido dal fenomeno della nevicata, che ha in qualche modo rinnovato e reso ancora più affascinante e suggestiva l’immagine del monumento. Tante le foto scattate dall’alto pervenute da droni e fotografi, foto che hanno letteralmente inondato i social network, e messo in luce un aspetto fenomenale della Reggia, divenuto immediatamente virale sul web.

Reggia di Caserta Violino di Luigi Vanvitell
il Violino di Luigi Vanvitell

Le Fontane

Attraversando la seconda parte dell’immenso Parco Reale il visitatore resta a dir poco estasiato dinanzi alla Via d’acqua, che segue un percorso rettilineo ma discontinuo alternando piccole cascate, grandi prati verdi e vasche. Le spettacolari Fontane, finemente decorate e ricche di sculture, sono situate lungo il viale che segue il naturale pendio del terreno arrivando fino alle colline. E qui interviene la sapiente illusione ottica creata dal maestro Vanvitelli, che fa sembrare il viale assai più breve rispetto a quanto lo è realmente, e cioè oltre tre chilometri!

La prima Fontana che si incontra solitamente seguendo il percorso della via dell’acqua è quella dei “Tre Delfini”, così chiamata per la presenza di una scultura raffigurante un mostro marino con la testa di un delfino, con a fianco due delfini più piccoli. L’autore delle sculture è l’artista Gaetano Salomone, mentre il disegno è stato realizzato da Carlo Vanvitelli, il figlio di Luigi. Sotto gli scogli realizzati in tufo e il getto d’acqua a cascata, vi è un antro nascosto e interamente percorribile che sfocia da una parte all’altra della fontana stessa.

La Fontana di Eolo, dedicata appunto al mitologico Dio dei venti, rappresenta la scena della dea Giunone che scaccia Enea e i Troiani utilizzando la furia dei venti. Questa fontana è rimasta incompiuta: infatti ci sono 28 statue anziché 54 come previsto nel progetto originario.
Nel grande Parco Reale della Reggia di Caserta troviamo anche una bellissima fontana dedicata a Cerere, la dea propiziatrice della fertilità nei campi. La scultura della dea è attorniata da amorini, ninfe, due delfini e coppie di tritoni. Ai lati, con le sembianze di divinità maschili, ci sono due fiumi che scorrono in Sicilia, l’Anapo e l’Aretusa. La composizione scultorea di forma piramidale è stata costruita utilizzando pregiato marmo di Carrara nell’arco di due anni, dal 1783 al 1785, dalle sapienti mani dello scultore Gaetano Salomone.

Altro elemento architettonico di grande spessore è la Fontana di Venere e Adone, che rappresenta la dea che cerca di convincere Adone a non andare a caccia. La battuta di caccia è vicina, i cani abbaiano festosi e nascosto nei pressi di uno scoglio vi è il feroce cinghiale che ucciderà l’ignaro Adone. La dea, distrutta dal dolore per la perdita dell’amato, si lascia consolare da una schiera di amorini e ninfe. Anche quest’opera reca la firma di Salomone.

Alla fine del viale principale del Parco Reale si arriva alla Grande Cascata, che termina in uno splendido bacino d’acqua adornato dal gruppo scultoreo di Diana e Atteone. Alla costruzione della Fontana di Diana e Atteone hanno contribuito diversi artisti dell’epoca: Pietro Solari, Paolo Persico, Angelo Brunelli. Oltre a Diana, la popolare divinità dei boschi e della caccia, circondata dal Bosco di San Silvestro, nel gruppo c’è Atteone, colui che ha osato guardare la dea mentre era nuda, e per questo è stato trasformato in cervo che finirà dilaniato dai suoi stessi cani. In mezzo si due gruppi scultorei si staglia la cascata, che sta a simboleggiare la purificazione.
Dai lati della Fontana di Diana e Atteone si può accede al percorso che porta in cima alla cascata. Qui c’è una caverna, sempre progettata dal Vanvitelli, da cui si può godere la vista spettacolare dell’intero Parco, abbracciando con lo sguardo tutta la zona vesuviana fino al golfo di Napoli e alle sue isole.

Il Presepe della Reggia di Caserta

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I Borbone erano una famiglia profondamente religiosa. Da alcuni documenti emerge che i sovrani erano soliti partecipare attivamente alla realizzazione del presepe, seguendo la tradizione presepiale tipica partenopea. Pare che Carlo di Borbone, la moglie Amalia di Sassonia e il figlio Ferdinando usassero rifinire i personaggi, confezionando gli abiti e collocando le statuine all’interno degli scenari che formavano il Presepe. Proprio perché appassionati dell’arte presepiale, i regnanti acconsentirono ad allestire una raffigurazione presepiale permanente nella Sala Ellittica della Reggia di Caserta. Inizialmente la scena era posizionata lungo le pareti della sala, oggi invece è possibile visionare l’opera nello spazio centrale protetto da vetri.
Per la realizzazione dei presepi i sovrani chiamarono alcuni illustri artisti dell’epoca: Giuseppe Gori, Giuseppe De Luca, Luigi Ardia, Martino, Vallone. I personaggi del Presepe della Reggia di Caserta rappresentano persone comuni che compiono diverse attività: sono infatti presenti musicisti, pastori, commercianti e altre figure perfettamente conformi alla vita del 1600, periodo di ambientazione della costruzione.

Reggia di Caserta: leggende

Trattandosi di un’antica residenza reale, la Reggia di Caserta è sempre stato considerato un luogo affascinante dove si intrecciavano storie ed “intrighi” che, nel corso del tempo, hanno dato vita ad alcune leggende ambientate tra i saloni e l’immenso giardino.
La storia più famosa è quella della “Strega della Reggia di Caserta”, che narra la vicenda di un amore contrastato, quello tra il principe Andrea e Rossella, giovane figlia di un umile pescatore. La storia d’amore era mal vista per la differenza di classe sociale tra i due. Alcune nobildonne, gelose per l’interesse che il principe aveva dimostrato per la ragazza, decisero di eliminare la rivale rivolgendosi alla mitologica “strega di Benevento”. Questa diede alle malvagie donne una rosa avvelenata che avrebbe ucciso Rossella nel momento stesso in cui l’avesse annusata. Il maleficio invece sortì un altro effetto: invece di morire infatti, la giovane si trasformò in una bruttissima vecchia. Rossella quindi si recò dalla strega di Benevento, la quale confessò che il maleficio si sarebbe spezzato solo con il bacio di un principe.
Rossella allora cercò di farsi riconoscere dall’amato Andrea, ma lui la accusò di aver rapito la principessa, e la fece rinchiudere in una grotta nel giardino della Reggia di Caserta. Il principe vagò per il resto del tempo alla ricerca della sua Rossella, e infine morì di crepacuore.

Dopo qualche tempo, il re organizzò una battuta di caccia a cui partecipò anche Ulrico, un principe austriaco. Per caso questi conobbe Rossella, che viveva nella grotta, e la giovane le regalò un ramo di pungitopo come portafortuna per la battuta di caccia. Durante la caccia, per salvare il sovrano che stava per essere colpito da un cinghiale, il principe Ulrico morì e Rossella, dinanzi a quella scena straziante, urlò dal dolore. La povera donna fu condannata a morte perché ritenuta responsabile dell’accaduto, ma prima di morire chiese di poter rivedere il principe Ulrico. Avvicinandosi al giovane si ferì con il pungitopo ed una goccia del suo sangue finì sulla bocca del principe, il quale si risvegliò.
Il miracolo si era compiuto: Ulrico per riconoscenza baciò la vecchia Rossella, che ritornò ad essere la bella fanciulla di una volta. I due giovani, finalmente liberi dalle sventure che li avevano colpiti, si sposarono e furono felici.

Pronti per pianificare? Consultate anche i nostri articoli su  dove mangiare e le altre cose da vedere a Caserta, come il Belvedere San Leucio e il borgo medievale di Casertavecchia.

Inoltre consigliamo di consultare l’articolo Bus Turistici Reggia di Caserta, San Leucio e Casertavecchia.

Se avete altre domande o curiosità, lasciatele pure nei commenti, vi aspetto.

Valeria D'Esposito